Il laboratorio di didattica della ricerca storica

( a cura della dott.ssa Mina Chirico)

 

 

   Il patrimonio documentario conservato negli archivi rappresenta la testimonianza delle tante vicende che hanno caratterizzato il divenire delle civiltà, è memoria collettiva cui tutti, e in particolare i giovani, devono attingere per confrontarsi con se stessi e per misurare la propria identità.

   E’ questo il motivo per cui l’Archivio di Stato di Taranto promuove e favorisce ogni forma di collaborazione scientifica con docenti e studenti nell’intento di avvicinare i giovani al passato della loro città coinvolgendoli in una situazione in cui sono abbandonate le polarità insegnante/alunno, studente/libro di testo attraverso un percorso di educazione alla ricerca come metodo di conoscenza della realtà e come mezzo per  porsi in atteggiamento critico nei confronti delle situazioni con cui gli studenti vengono in contatto.

   Si offre agli studenti l’occasione di comprendere in che modo lavora lo storico e con quale metodo di analisi e di comparazione tenda alla obiettività, in questo senso di fondamentale importanza è la tematizzazione e la contestualizzazione temporale e spaziale dell’argomento attraverso alcune lezioni sul contesto storico e attraverso la lettura e l’analisi di alcune immagini e piante della città di Taranto.

   Appurate le competenze di tipo linguistico-testuale e i pre-requisiti relativi all’uso del documento, gli alunni apprendono alcuni elementi di base per affrontare una lettura corretta della fonte attraverso la compilazione di una scheda tipo che prevede la lettura formale del documento con l’individuazione del tipo di fonte, della data, dell’autore, del destinatario, del grado di attendibilità.

   I documenti, distribuiti in fotocopia, per non perdere la suggestione degli originali, corredati di trascrizione, sono letti con l’enucleazione dei contenuti, il confronto tra le ipotesi formulate e i fatti espressi dal documento, la stesura di osservazioni e interpretazioni, in questa fase non è importante ottenere informazioni sempre esatte e complesse quanto piuttosto attivare e registrare corretti processi inferenziali.

   Si avvia, quindi, una discussione prima libera in cui i ragazzi esprimono le loro opinioni in merito a ciò che osservano, poi guidata con specifiche domande, per cogliere quei particolari che possono essere valorizzati e possono trasformare una traccia in fonte di informazione. I termini di non facile comprensione presenti nei documenti esaminati sono ricercati in dizionari della lingua italiana e del dialetto tarantino, confluendo poi in un glossario.

   Al termine di questo complesso ed articolato lavoro di lettura, interpretazione e ricostruzione gli alunni si impegnano nella elaborazione di una sintesi scritta delle scoperte fatte o nella elaborazione di un prodotto multimediale, strumenti suscettibili di utilizzo anche al di fuori dell’Istituto archivistico e che ripropongono, in modo semplificato e parziale, ma scientificamente corretto, i metodi, le difficoltà e le emozioni della ricerca storica.